Chakra del Cuore

L’apertura di questo chakra avviene solo in persone molto evolute, quando gli accumuli delle vite passate hanno colmato  il “calice”, ovvero la sede di questi accumuli, come ci insegna l’Agni Yoga. In una parte degli esseri umani è aperto il plesso solare, il chakra dell’affettività, mentre in un numero minore comincia ad aprirsi il chakra del cuore. Se questa apertura avviene in modo naturale – ovvero per effetto del livello evolutivo raggiunto – e se nel contempo il plesso solare è stato purificato dai sentimenti negativi che lo hanno inquinato, allora il  chakra del cuore si apre senza disturbi fisici cardiaci. Altrimenti, l’energia non purificata che proviene dal plesso solare, può causare qualche problema cardiaco.

L’attività del chakra del cuore non si manifesta nei rapporti interindividuali, non ha cioè la prerogativa di saper empatizzare l’altro, che è invece una caratteristica del plesso solare. Il cuore agisce solo per impulso di gruppo, avendo per movente e per obiettivo la felicità  di gruppo e, più in generale, il Bene Comune. E’ evidente quindi che il Cristo e il Buddha e numerosi altri grandi sono esempi dell’azione del cuore, che si manifesta quando una persona con questo chakra aperto riversa il suo amore su un gruppo più o meno ampio, che fruisce degli effetti di questo amore.

In questi casi è sufficiente che sia una sola persona ad avere aperto il chakra del cuore, mentre gli altri che ne beneficiano possono essere più o meno indietro in questo processo energetico. L’amore di gruppo – “per” il gruppo – una delle espressioni maggiori del chakra del cuore, è un risultato molto più complesso e lento a instaurarsi quando si richiede che tutti i membri di un gruppo abbiano aperto questo chakra. Questa evenienza era eccezionale in passato, mentre oggi, alle soglie dell’Era dell’Acquario, l’amore di gruppo è un obiettivo, per quanto difficile, previsto e raggiungibile in base al livello evolutivo di una parte dell’umanità. E’ evidente che può anche trattarsi di un gruppo piccolo, cioè composto da almeno tre persone.

Perché l’apertura del chakra del cuore avvenga in un gruppo, è importante che vi sia nei suoi componenti un livello avanzato di scioglimento del karma individuale, ovvero che sentimenti come la competizione, le gelosie, i pregiudizi, le antipatie personali siano significativamente superati. Lo scioglimento avviene attraverso l’impegnativo lavoro sollecitato dalle relazioni interpersonali all’interno del gruppo. Oppure, può accadere che persone che hanno già effettuato individualmente questo lavoro sentano l’attrazione di unirsi e di lavorare componendo un gruppo.

Quali sono i primi segnali che si sta attuando l’amore di gruppo? In primo luogo la volontà di continuare a partecipare alla vita del gruppo, non per un bisogno personale, ma per la volontà di contribuire alla vita e all’evoluzione del gruppo. Chi decide a un certo momento di allontanarsi da un gruppo che sta lavorando per esprimere il Bene Comune – con tutte le difficoltà che questo impegno comporta – fa i conti col suo rifiuto di agire l’amore di gruppo.

Dal punto di vista spirituale, l’apertura all’amore è descritta come apertura del secondo ordine di petali del loto egoico (o loto dell’anima) simbolicamente situato nel cuore. Il terzo e ultimo di questi petali rappresenta l’amore di gruppo, il livello più alto dell’amore.

Il secondo, importante segnale della manifestazione dell’amore di gruppo è la partecipazione di ogni componente al lavoro a favore del progresso interno ed esterno del gruppo, in particolare sotto forma di servizio. Deve trattarsi di un lavoro scelto coniugando da un lato l’azione indipendente individuale, dall’altro l’adesione concordata al bene del gruppo, come parte del più grande Bene Comune. E’ questo un punto delicato perché è necessario che il componente, che sceglie di svolgere un lavoro, abbia superato velleità di auto-affermazione individuale. D’altra parte, il gruppo deve essere sufficientemente lungimirante e inclusivo per accogliere in modo creativo la proposta di uno dei suoi membri.

Il servizio comporta altresì dei sacrifici, quando bisogna sopperire a delle necessità di gruppo, che possono distogliere temporaneamente un componente dai suoi interessi prioritari.

Ma il più importante segnale dell’apertura del terzo petalo egoico dell’amore di gruppo è l’avvenuta apertura dei primi due petali dell’amore, cioè del petalo della cooperazione e di quello della comprensione amorevole. E’ evidente che il servizio è un aspetto importante della cooperazione; ma per cooperare sono anche necessari la capacità di lavorare in gruppo, cioè di superare la tendenza individualistica a lavorare da soli (“solo io sono capace di fare bene questa cosa!”), e il senso di responsabilità nel portare avanti la propria parte di lavoro, indispensabile per il conseguimento del successo dell’iniziativa nel suo insieme.

La comprensione amorevole è in apparenza il petalo più “semplice” dell’amore. In realtà è il presupposto fondamentale dell’amore di gruppo, un presupposto che può essere frainteso. Comprendere amorevolmente non significa soggiacere passivamente alle richieste e ai bisogni dell’altro: significa attivare nella comprensione una qualità fondamentale del chakra del cuore, cioè la discriminazione.

L’essere umano possiede un sistema immunitario che lo difende dall’aggressività di agenti patogeni, bloccandone l’azione nell’organismo. In termini analogici, il sistema immunitario discrimina: neutralizza o distrugge ciò che è nocivo, salvaguardando i componenti sani del corpo umano. L’identica funzione sul piano psichico avviene attraverso l’apertura del chakra del cuore, che permette l’ingresso nella vita individuale di ciò che è benefico per la crescita della persona, e attiva la comprensione di ciò che è bene non far entrare. Ai nostri giorni si sta verificando un continuo aumento delle malattie auto-immunitarie, in cui il sistema immunitario perde questa capacità di discriminazione e aggredisce una parte sana dell’organismo, scambiandola per un agente nocivo. Si comprende quindi che la comparsa di queste malattie denota una difficoltosa, rallentata apertura del chakra del cuore.

La comprensione amorevole, il secondo petalo dell’amore nel loto egoico, è quindi una funzione delicata, che va esplicata attraverso la capacità di discriminare, simboleggiata dalla spada dei tre grandi Arcangeli e dello stesso Cristo. Nel comprendere amorevolmente, è necessario vedere anche ciò che non è benefico nei bisogni e nelle richieste del’altro, ovviamente secondo la propria coscienza che può essere anche fallace. In altri termini, non significa comprendere per affetto verso l’altro, se l’affetto originante dal plesso solare è cieco e non discriminante. D’altra parte, nell’agire la comprensione amorevole è necessaria la commensura, cioè comprendere fino a qual punto una coscienza ancora bambina è in grado di arrivare.

Un’altra qualità del cuore che merita di essere ricordata parlando di apertura del chakra del cuore e di amore di gruppo, è la gratitudine. Come la discriminazione non deve essere compromessa da un affetto cieco, così è bene non confondere la gratitudine con l’espressione della munificenza. Quest’ultima origina dal plesso solare, perché è spesso espressione di espansione della personalità. La gratitudine è una qualità del cuore, che si manifesta nell’intimo della coscienza, e innalza un inno di lode alla vita. Nel silenzio di chi la prova, può essere percepita dall’esterno come una sua luminosità, ed è un balsamo per il corpo fisico, emotivo e mentale.

Inoltre, la gratitudine non va confusa con il riconoscimento di un’azione o qualità positiva o del conseguimento di un traguardo altrui. Il riconoscimento fa parte dei retti rapporti, viene agito nella relazione interindividuale e aiuta l’altro a crescere in coscienza. Il risveglio del sentimento della gratitudine – non nelle parole, ma nell’intimo di sé – è un segnale significativo dell’apertura del chakra del cuore e in particolare dell’apertura dei petali dell’amore. Può essere orizzontale verso i componenti del gruppo, ma soprattutto verticale: gratitudine verso la propria anima, verso il Maestro spirituale che la guida, verso i Grandi Esseri che aiutano l’umanità nella sua faticosa evoluzione.

Può sorprendere che, secondo gli Insegnamenti spirituali, amore e ragione sono termini sinonimi. L’Amore è il termine che designa il movente alla base della creazione dell’Universo. Questa creazione è il frutto di una Ragione capace di concepire la grandiosità e la molteplicità potenziali dell’Universo. Da quell’Amore-Ragione si è sviluppato tutto l’Universo, fino a ogni cellula vivente, che ha una propria essenza intelligente, una propria piccola coscienza del compito di vivere che le è stato assegnato. Nell’essere umano il cuore è il punto in cui si concentra quell’Amore-Ragione, sotto forma di intuizione e di ragione pura. Queste conducono alla sintesi, che è il traguardo luminoso della via del cuore, come ci insegna l’Agni Yoga. Lo ha capito Roberto Assagioli.

L’apertura di questo chakra avviene solo in persone molto evolute, quando gli accumuli delle vite passate hanno colmato  il “calice”, ovvero la sede di questi accumuli, come ci insegna l’Agni Yoga. In una parte degli esseri umani è aperto il plesso solare, il chakra dell’affettività, mentre in un numero minore comincia ad aprirsi il chakra del cuore. Se questa apertura avviene in modo naturale – ovvero per effetto del livello evolutivo raggiunto – e se nel contempo il plesso solare è stato purificato dai sentimenti negativi che lo hanno inquinato, allora il  chakra del cuore si apre senza disturbi fisici cardiaci. Altrimenti, l’energia non purificata che proviene dal plesso solare, può causare qualche problema cardiaco.

L’attività del chakra del cuore non si manifesta nei rapporti interindividuali, non ha cioè la prerogativa di saper empatizzare l’altro, che è invece una caratteristica del plesso solare. Il cuore agisce solo per impulso di gruppo, avendo per movente e per obiettivo la felicità  di gruppo e, più in generale, il Bene Comune. E’ evidente quindi che il Cristo e il Buddha e numerosi altri grandi sono esempi dell’azione del cuore, che si manifesta quando una persona con questo chakra aperto riversa il suo amore su un gruppo più o meno ampio, che fruisce degli effetti di questo amore.

In questi casi è sufficiente che sia una sola persona ad avere aperto il chakra del cuore, mentre gli altri che ne beneficiano possono essere più o meno indietro in questo processo energetico. L’amore di gruppo – “per” il gruppo – una delle espressioni maggiori del chakra del cuore, è un risultato molto più complesso e lento a instaurarsi quando si richiede che tutti i membri di un gruppo abbiano aperto questo chakra. Questa evenienza era eccezionale in passato, mentre oggi, alle soglie dell’Era dell’Acquario, l’amore di gruppo è un obiettivo, per quanto difficile, previsto e raggiungibile in base al livello evolutivo di una parte dell’umanità. E’ evidente che può anche trattarsi di un gruppo piccolo, cioè composto da almeno tre persone.

Perché l’apertura del chakra del cuore avvenga in un gruppo, è importante che vi sia nei suoi componenti un livello avanzato di scioglimento del karma individuale, ovvero che sentimenti come la competizione, le gelosie, i pregiudizi, le antipatie personali siano significativamente superati. Lo scioglimento avviene attraverso l’impegnativo lavoro sollecitato dalle relazioni interpersonali all’interno del gruppo. Oppure, può accadere che persone che hanno già effettuato individualmente questo lavoro sentano l’attrazione di unirsi e di lavorare componendo un gruppo.

Quali sono i primi segnali che si sta attuando l’amore di gruppo? In primo luogo la volontà di continuare a partecipare alla vita del gruppo, non per un bisogno personale, ma per la volontà di contribuire alla vita e all’evoluzione del gruppo. Chi decide a un certo momento di allontanarsi da un gruppo che sta lavorando per esprimere il Bene Comune – con tutte le difficoltà che questo impegno comporta – fa i conti col suo rifiuto di agire l’amore di gruppo.

Dal punto di vista spirituale, l’apertura all’amore è descritta come apertura del secondo ordine di petali del loto egoico (o loto dell’anima) simbolicamente situato nel cuore. Il terzo e ultimo di questi petali rappresenta l’amore di gruppo, il livello più alto dell’amore.

Il secondo, importante segnale della manifestazione dell’amore di gruppo è la partecipazione di ogni componente al lavoro a favore del progresso interno ed esterno del gruppo, in particolare sotto forma di servizio. Deve trattarsi di un lavoro scelto coniugando da un lato l’azione indipendente individuale, dall’altro l’adesione concordata al bene del gruppo, come parte del più grande Bene Comune. E’ questo un punto delicato perché è necessario che il componente, che sceglie di svolgere un lavoro, abbia superato velleità di auto-affermazione individuale. D’altra parte, il gruppo deve essere sufficientemente lungimirante e inclusivo per accogliere in modo creativo la proposta di uno dei suoi membri.

Il servizio comporta altresì dei sacrifici, quando bisogna sopperire a delle necessità di gruppo, che possono distogliere temporaneamente un componente dai suoi interessi prioritari.

Ma il più importante segnale dell’apertura del terzo petalo egoico dell’amore di gruppo è l’avvenuta apertura dei primi due petali dell’amore, cioè del petalo della cooperazione e di quello della comprensione amorevole. E’ evidente che il servizio è un aspetto importante della cooperazione; ma per cooperare sono anche necessari la capacità di lavorare in gruppo, cioè di superare la tendenza individualistica a lavorare da soli (“solo io sono capace di fare bene questa cosa!”), e il senso di responsabilità nel portare avanti la propria parte di lavoro, indispensabile per il conseguimento del successo dell’iniziativa nel suo insieme.

La comprensione amorevole è in apparenza il petalo più “semplice” dell’amore. In realtà è il presupposto fondamentale dell’amore di gruppo, un presupposto che può essere frainteso. Comprendere amorevolmente non significa soggiacere passivamente alle richieste e ai bisogni dell’altro: significa attivare nella comprensione una qualità fondamentale del chakra del cuore, cioè la discriminazione.

L’essere umano possiede un sistema immunitario che lo difende dall’aggressività di agenti patogeni, bloccandone l’azione nell’organismo. In termini analogici, il sistema immunitario discrimina: neutralizza o distrugge ciò che è nocivo, salvaguardando i componenti sani del corpo umano. L’identica funzione sul piano psichico avviene attraverso l’apertura del chakra del cuore, che permette l’ingresso nella vita individuale di ciò che è benefico per la crescita della persona, e attiva la comprensione di ciò che è bene non far entrare. Ai nostri giorni si sta verificando un continuo aumento delle malattie auto-immunitarie, in cui il sistema immunitario perde questa capacità di discriminazione e aggredisce una parte sana dell’organismo, scambiandola per un agente nocivo. Si comprende quindi che la comparsa di queste malattie denota una difficoltosa, rallentata apertura del chakra del cuore.

La comprensione amorevole, il secondo petalo dell’amore nel loto egoico, è quindi una funzione delicata, che va esplicata attraverso la capacità di discriminare, simboleggiata dalla spada dei tre grandi Arcangeli e dello stesso Cristo. Nel comprendere amorevolmente, è necessario vedere anche ciò che non è benefico nei bisogni e nelle richieste del’altro, ovviamente secondo la propria coscienza che può essere anche fallace. In altri termini, non significa comprendere per affetto verso l’altro, se l’affetto originante dal plesso solare è cieco e non discriminante. D’altra parte, nell’agire la comprensione amorevole è necessaria la commensura, cioè comprendere fino a qual punto una coscienza ancora bambina è in grado di arrivare.

Un’altra qualità del cuore che merita di essere ricordata parlando di apertura del chakra del cuore e di amore di gruppo, è la gratitudine. Come la discriminazione non deve essere compromessa da un affetto cieco, così è bene non confondere la gratitudine con l’espressione della munificenza. Quest’ultima origina dal plesso solare, perché è spesso espressione di espansione della personalità. La gratitudine è una qualità del cuore, che si manifesta nell’intimo della coscienza, e innalza un inno di lode alla vita. Nel silenzio di chi la prova, può essere percepita dall’esterno come una sua luminosità, ed è un balsamo per il corpo fisico, emotivo e mentale.

Inoltre, la gratitudine non va confusa con il riconoscimento di un’azione o qualità positiva o del conseguimento di un traguardo altrui. Il riconoscimento fa parte dei retti rapporti, viene agito nella relazione interindividuale e aiuta l’altro a crescere in coscienza. Il risveglio del sentimento della gratitudine – non nelle parole, ma nell’intimo di sé – è un segnale significativo dell’apertura del chakra del cuore e in particolare dell’apertura dei petali dell’amore. Può essere orizzontale verso i componenti del gruppo, ma soprattutto verticale: gratitudine verso la propria anima, verso il Maestro spirituale che la guida, verso i Grandi Esseri che aiutano l’umanità nella sua faticosa evoluzione.

Può sorprendere che, secondo gli Insegnamenti spirituali, amore e ragione sono termini sinonimi. L’Amore è il termine che designa il movente alla base della creazione dell’Universo. Questa creazione è il frutto di una Ragione capace di concepire la grandiosità e la molteplicità potenziali dell’Universo. Da quell’Amore-Ragione si è sviluppato tutto l’Universo, fino a ogni cellula vivente, che ha una propria essenza intelligente, una propria piccola coscienza del compito di vivere che le è stato assegnato. Nell’essere umano il cuore è il punto in cui si concentra quell’Amore-Ragione, sotto forma di intuizione e di ragione pura. Queste conducono alla sintesi, che è il traguardo luminoso della via del cuore, come ci insegna l’Agni Yoga. Lo ha capito Roberto Assagioli.